CASSINO – Un inseguimento a folle velocità, pacchi di droga lanciati dal finestrino nel disperato tentativo di disfarsi del carico e, infine, le manette. L’ultimo colpo inferto al narcotraffico dagli uomini del Commissariato di Polizia di Cassino non è solo un’operazione di polizia giudiziaria perfettamente riuscita, ma il simbolo di una resistenza quotidiana in un territorio sempre più difficile.

L’operazione: arrestato un “corriere” campano

Tutto è iniziato lungo le arterie che collegano l’hinterland napoletano alla Città Martire. Gli agenti delle Volanti, impegnati in un servizio di controllo del territorio, hanno intercettato un’auto sospetta guidata da un uomo originario di Marano di Napoli. Alla vista della pattuglia, il conducente ha pigiato sull’acceleratore, dando vita a una fuga pericolosissima tra le strade cittadine. Durante la corsa, dal veicolo sono stati lanciati diversi involucri, poi recuperati dai poliziotti: all’interno, un ingente quantitativo di sostanza stupefacente destinata, con ogni probabilità, a rifornire le piazze di spaccio locali per il fine settimana.

L’uomo è stato bloccato e assicurato alla giustizia, segnando l’ennesimo successo di una serie di interventi che, in pochi giorni, hanno portato a molteplici arresti e al sequestro di importanti partite di droga.

Un plauso alle Volanti: eroi sotto organico

Ai poliziotti del Commissariato di Cassino va un plauso convinto e profondo. È doveroso sottolineare come questi risultati siano stati ottenuti in condizioni di estrema precarietà. Non è un segreto che il presidio di Cassino operi con una cronica scarsità di personale, una carenza di mezzi che rende titanica l’impresa di coprire un territorio vasto, complesso e sempre più preda di una criminalità spregiudicata.

Riuscire a garantire la sicurezza e assicurare i criminali alla giustizia in queste condizioni merita un applauso doppio: è solo grazie all’abnegazione, al senso del dovere e al sacrificio personale degli agenti se lo Stato riesce ancora a far sentire la propria voce in una zona che molti sembrano voler dare per spacciata.

Cassino: “Capitale del basso Lazio per il traffico di droga”

I numeri e la frequenza dei sequestri non lasciano spazio a interpretazioni: Cassino si conferma, purtroppo, la “capitale del basso Lazio per il traffico di stupefacenti”. La sua posizione strategica, a metà strada tra Roma e Napoli, l’ha resa uno snodo logistico privilegiato per i clan che gestiscono il business dello sballo.

Ma il problema non è solo il transito; è il consumo. Cassino è ormai una città che sembra animarsi solo il sabato sera, per poche ore di una movida spesso violenta e fuori controllo, dove lo sballo appare come l’unica attrattiva rimasta per i giovani.

Il declino di una città: vetrine spente e percezione di pericolo

Il quadro sociale che emerge è desolante. Il centro urbano soffre di una desertificazione commerciale senza precedenti: centinaia di locali commerciali sfitti e negozi storici che boccheggiano, soffocati dalla crisi e dalla mancanza di decoro.

La percezione di insicurezza ha scavato un solco profondo tra la città e il suo hinterland. La gente dei paesi vicini, che un tempo vedeva in Cassino il punto di riferimento per lo shopping e il tempo libero, oggi evita di frequentarla. C’è una percezione di pericolo costante – tra furti, aggressioni legate allo spaccio e degrado urbano – che ha trasformato Cassino in una “zona rossa” da evitare per molti cittadini onesti e famiglie.

Mentre la politica discute e le risorse tardano ad arrivare, restano loro: le donne e gli uomini in divisa che, nonostante tutto, continuano a presidiare le strade. Ma la repressione, da sola, non può bastare. Se Cassino vuole tornare a essere la perla del basso Lazio e non la sua piazza di spaccio, serve un intervento strutturale che parta dal commercio e arrivi alla sicurezza sociale. Fino ad allora, non resta che ringraziare chi, con pochi mezzi ma immenso coraggio, continua a difendere quel che resta della legalità.

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